Sistemi Bibliotecari
I SISTEMI BIBLIOTECARI NEGLI STATUTI DEGLI ATENEI
Le considerazioni che seguono sono il frutto di uno scambio di pareri tra
Guido Badalamenti, Roberto Delle Donne, Elisabetta Pilia, Alberto Sdralevich e i componenti del Gruppo CARE
A seguito della legge di riforma dell’università (L. 30 dicembre 2010, n. 240) le università italiane dovranno rivedere in tempi brevi i loro Statuti.
Questa può essere l’occasione per una messa a punto della posizione istituzionale dei sistemi bibliotecari e del loro ruolo negli Atenei, coerente con lo sviluppo delle nuove tecnologie e con la complessità delle funzioni che le biblioteche si trovano oggi a svolgere.
Non si tratta di definire nello Statuto gli aspetti organizzativi – che possono più opportunamente trovare posto in un Regolamento – ma piuttosto di riconoscere che il sistema bibliotecario costituisce una struttura di servizio dell’Ateneo, e che non può essere ridotto ad una sommatoria di biblioteche. Si va delineando la tendenza a ricondurre il sistema bibliotecario nell’ambito di strutture responsabili della gestione dell’informazione in senso più ampio, anche orientate alla ricerca e alla sua valutazione, alla disseminazione della produzione scientifica di ateneo, al supporto dell’attività editoriale dei ricercatori, alla formazione degli studenti, alla promozione delle collezioni museali e archivistiche.
Questa evoluzione può essere interessante e positiva, purché si realizzino alcune condizioni: 1) che vi sia consapevolezza della necessità di un ripensamento coerente dell’organizzazione, attraverso un’analisi attenta delle funzioni e dei processi; 2) che si conservi il necessario livello di autonomia e di autorevolezza alle funzioni tipicamente connesse all’acquisizione, all’accesso e alla gestione del patrimonio informativo bibliotecario; 3) che sia mantenuto il potere di indirizzo degli organi rappresentativi degli utenti, in particolare sulle decisioni di acquisto.
Si esprime quindi l’auspicio che nello Statuto:
- venga riconosciuta l’esistenza di un insieme coordinato di strutture di servizio (biblioteche, archivi ed eventualmente altre) responsabili della conservazione, dello sviluppo, della valorizzazione e della gestione del patrimonio documentario nonché dell’accesso alle risorse informative on line, in funzione delle esigenze della ricerca, della didattica, dell’amministrazione e della valutazione;
- sia affermata la responsabilità dell’organo o dell’ufficio di riferimento di tali strutture, e in particolare di quelle bibliotecarie, per la gestione delle risorse finanziarie e del personale, nel rispetto degli indirizzi espressi dagli organi a questo preposti (Consigli Scientifici o altro);
- sia previsto il rinvio ad un Regolamento dove collocare le specificazioni organizzative che non è opportuno trovino posto in uno Statuto.
Rosangela Guerra
Salve,
lavoro presso l’Università degli studi di Foggia. Sono bibliotecario ma sono specializzata anche in archivistica tant’è che faccio parte del gruppo di lavoro che si occupa dell’applicazione del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale proprio per la parte archivistica. Sono senz’altro d’accordo con quanto da voi espresso in merito ai sistemi bibliotecari, soprattutto in merito al fatto che sia necessario un ripensamento dell’organizzazione attraverso un’analisi attenta delle funzioni e dei processi che vorrei adottare come mio cavallo di battaglia. Sono disponibile quindi per un mio contributo e vi chiedo di poter usufruire dei vostri!
A disposizione!
Rosangela Guerra