La nuova governance: questioni aperte e punti critici
Premessa
Approvata definitivamente la legge di riforma dell’università, gli Atenei si trovano nella pienezza della fase applicativa e, in particolare, quasi a metà, sotto il profilo temporale, del processo previsto per la revisione degli Statuti. Proprio in questa fase intermedia la CRUI, come associazione delle Università italiane, vuole svolgere un ruolo di “ricognizione in itinere” delle soluzioni individuate nel processo di revisione statutaria.
La revisione contestuale degli Statuti, da parte delle Università pubbliche, si configura come un “esperimento sociale” molto rilevante. Le Università, raccolte intorno alla CRUI, vivono in prima persona questo processo e svolgono un ruolo di monitoraggio finalizzato all’individuazione, sui singoli punti, degli ambiti all’interno dei quali si svolgono le scelte dei vari Atenei.
Tale attività pare di sicuro interesse per la valutazione delle soluzioni che i diversi Atenei italiani riterranno di adottare nell’opera, da un lato, di adeguamento alle prescrizioni legislative e, dall’altro lato, di declinazione dell’autonomia loro attribuita, nel tentativo di individuare degli orientamenti comuni e di apprezzarne la coerenza allo spirito legislativo. L’attività di revisione statutaria dovrà avvenire in conformità a principi e criteri direttivi posti dal legislatore ma, comunque, in un contesto di dichiarata “autonomia” e “responsabilità”. A tali concetti, peraltro, va aggiunto quello, ancora più innovativo, di “professionalità”, il quale connota, ad esempio, la composizione del Consiglio di Amministrazione in relazione alla partecipazione di membri “esterni” agli organi accademici. (continua | slide)