[abstract]
La programmazione finanziaria è di fatto la spina dorsale della riforma. Ad ora le università sono oggetto di un sistema misto che si basa su tre leggi: 196/09, 240/19, 31/11. Sostanzialmente cassa, competenza economica e competenza finanziaria diventano tre vincoli che agiscono non in serie ma contemporaneamente. E per i quali sarebbe necessario avere una sorta di traduttore simultaneo. Le future impostazioni profilano nuove responsabilità degli organi di governo. In particolare del CdA. Ciò finirà per vincolare molto l’essenza stessa dell’organizzazione alla programmazione. Ciò di cui realmente avrebbero bisogno le università è di un sistema snello e trasparente che esorcizzi la consueta minaccia dei tagli lineari da parte del MEF. Questi ultimi infatti non vengono applicati con premeditazione, ma a causa dell’assenza di strumenti trasparenti di rilevazione e controllo. ( continua )
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