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Alcuni punti importanti per l’applicazione della riforma Gelmini. Prima di tutto la prescrittività. Si è detto che ci sono parti estremamente rigide altre fin troppo deleganti. Ad esempio la parte sugli statuti è stata definita come prescrittiva. Ad oggi, ragionando sui singoli casi, sembra invece che si siano evidenziati ampi spazi di manovra. L’auspicio è che, stanti le autonomie, tutti gli statuti convergano – anche grazie alla CRUI – verso documenti di applicazione e non di negazione della 240. Obiettivo del ministero sarà in generale quello di trovare l’equilibrio fra prescrittività e delega. Importanti sono i criteri di selezione dei consiglieri di amministrazione esterni. Bisognerà evitare che rappresentino equilibro di poteri interni. Sarebbe bene, invece, che rappresentassero competenze e fossero portatori di vera terzietà. La selezione del personale docente è un altro aspetto cruciale. I membri delle commissioni dovrebbero essere il più possibile esterni e, volendo, internazionali. Ciononostante la scelta ultima spetta all’ateneo, stante la successiva valutazione del reclutamento. Anzi, proprio in funzione di quest’ultima, non potrà che essere così. Altro aspetto da non sottovalutare è la programmazione del reclutamento. Solo se fatta bene e prontamente si potranno evitare i problemi conseguenti al coincidere di essa con i meccanismi della nuova idoneità.
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