Cosa emerge dal confronto delle modalità con cui 15 paesi europei hanno affrontato le questioni riguardanti gli assetti degli organi di governo?
La maggior parte ha scelto nel tempo di virare verso il modello anglosassone della managerial shared governance. Ovvero, un forte ruolo del CdA, vero organo di vertice, grande rilevanza del Rettore-Premier, Senato accademico con funzioni di consulenza e indirizzo rispetto ai temi riguardanti didattica e ricerca. Difronte alla legge 240 il sistema italiano si trova di fronte a un dilemma. Evitare il conflitto di interesse insito nel coincidere di governatori e governati? Oppure sorvolarlo per approfittare della profonda conoscenza che i docenti hanno dei meccanismi di funzionamento dell’accademia? Che la soluzione sia un Presidente del CdA diverso dal Rettore?